domenica, 23 novembre 2008
a poco tempo dalla morte di Biagi è scomparsa un'altra colonna portante del giornalismo italiano.
postato da: pjama alle ore 11:12 | Permalink | commenti (7)
categoria:addio, curzi
lunedì, 17 novembre 2008

L’Università italiana con la famigerata legge 133 del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, subirebbe un colpo mortale. Almeno 3 sono i punti chiave che la stragrande maggioranza degli studenti sta contestando: il primo riguarda il blocco del turn-over al 20%, in pratica non licenzieranno nessuno, semplicemente assumeranno un giovane professore ogni 5 che vanno in pensione, il risultato è presto detto: falciare tutta una generazione di giovani ricercatori che saranno costretti a rifugiarsi all’estero per lavorare; il secondo punto non è certamente meno grave del primo in quanto l’articolo 16 comma 1 prevede la possibilità di trasformare le Università in fondazioni  private, punto su cui la legge non specifica nient’altro… perché allora non svendere La Sapienza a Callisto Tanzi? Inoltre, considerato il fatto che siamo tra le nazioni europee che investono la quota più bassa del PIL per la scuola, l’articolo 66 comma 13 prevede tagli annuali e progressivi ai finanziamenti agli Atenei: 63.5 milioni di euro per il 2009; 190 per il 2010; 316 per il 2011; 417 per il 2012; 455 per il 2013 per un totale di 1 miliardo e 441,5 milioni di euro in 5 anni, ciò porterà alla chiusura di molte Università o alla loro trasformazione in fondazioni private. Nella seconda delle due ipotesi chiuderanno molte facoltà umanistiche, poiché all’imprenditore non interessa quel tipo di ricerca non essendo economicamente remunerativa. Ovviamente non possiamo dimenticarci di ricordare che di fronte alla mancanza di fondi una delle prime mosse degli Atenei sarà l’aumento delle tasse universitarie, precludendo a molti studenti(forse sarebbe più giusto chiamarli clienti a questo punto) la possibilità di proseguire gli studi. È per tutti questi motivi che la scuola si è mossa, che è scesa in piazza e sta manifestando tutto il suo dissenso, il 30 ottobre a Milano gli studenti erano oltre 200'000, un milione a Roma, una contestazione pacifica, decisa ed informata, molto più consapevole di quello che i media vorrebbero far credere agli italiani per screditare il movimento studentesco, che sta continuando ad alternare manifestazioni e momenti di cultura, perché nonostante l’attenzione delle televisioni sia calata negli ultimi giorni lo stesso non si può dire per l’impegno e la voglia di lottare degli studenti, che non accetteranno di pagare il conto di altri e di giocarsi contemporaneamente il proprio futuro.

In questi giorni mi è inoltre capitato tra le mani un vecchio discorso sulla scuola di Piero Calamandrei del 1950 di un’attualità impressionante, di cui riporto alcune parti:’’ Facciamo l’ipotesi che ci sia un partito al potere che vuole formalmente rispettare la Costituzione, non vuole fare la marcia su Roma, ma vuole istituire una larvata dittatura. Cosa fare per impadronirsi delle scuole pubbliche e per trasformarle in scuole di partito? Ci si accorge che le scuole di stato hanno il difetto dell’imparzialità. Il partito dominante allora comincia a trascurare le scuole pubbliche e a favorire le scuole private, le scuole del suo partito, che diventano così scuole privilegiate. Il partito dominante non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le prime,per dare prevalenza alle seconde. L’operazione si fa in tre modi: rovinare la scuola di stato, attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private e dare a queste scuole il denaro pubblico.’’

ah un ultimo appunto...

se è vero che ci sono 80 miliardi di euro da dare alle famiglie, perchè tagliare un misero miliardino all'università?

mi dispiaccio di non avere più postato nulla da tempo, ma sono stato abbastanza impegnato:)