venerdì, 20 febbraio 2009

se ne va!

finalmente dopo quasi un anno e mezzo di disastri se ne va! in 16 mesi è riuscito a portare la sinistra fuori dal parlamento, un partito populista come l'idv al 9%, ha portato marrgherita e ds a prendere uniti la metà di quello che prendevano da separati, non ha fatto opposizione MAI, si è schierato più volte con la binetti e con tutti quei teodem che vorrebbero far seguire i dettami della bibbia agli italiani come hanno fatto gli ayatollah in iran. ora arriva franceschini, altri mesi di manna per berlusconi, poi forse bersani. sicuramente migliore di weltroni, ma ormai sarà tardi, la sinistra non c'è più, esistono solo una bella destra con discrete venature fasciste, un centro composito e i grillini. italia mia sveglia!

mercoledì, 14 gennaio 2009
 
La destra ci riprova: leggete alcuni passaggi del disegno di legge e fatevi un'idea!

"L’istituzione dell’« Ordine del Tricolore » deve essere considerata un atto dovuto, da parte del nostro Paese, verso tutti coloro che, oltre sessanta anni fa, impugnarono le armi e operarono una scelta di schieramento convinti della « bontà » della loro lotta per la rinascita della Patria.
Non s’intende proponendo l’istituzione di questo Ordine sacrificare la verità storica di una feroce guerra civile sull’altare della memoria comune, ma riconoscere, con animo oramai pacificato, la pari dignità di una partecipazione al conflitto avvenuta in uno dei momenti più drammatici e difficili da interpretare della storia d’Italia; nello smarrimento generale, anche per omissioni di responsabilità adogni livello istituzionale, molti combattenti, giovani o meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e « imperiale » del ventennio, ritennero onorevole la scelta a difesa del regime, ferito e languente; altri, maturati dalla tragedia in atto o culturalmente consapevoli dello scontro in atto a livello planetario, si schierarono con la parte avversa, « liberatrice », pensando di contribuire a una rinascita democratica, non lontana, della loro Patria.
Solo partendo da considerazioni contingenti e realistiche è finalmente possibile quella RIMOZIONE COLLETTIVA DELLA MEMORIA ingrata di uno scontro che fu militare e ideale, oramai lontano, eredità amara di un passato doloroso, consegnato per sempre alla storia patria."

e ancora

"L’articolo 2 prevede che tale onorificenza sia conferita:
a) a coloro che hanno prestato servizio militare per almeno sei mesi, anche a piu` riprese, in zona di operazioni, nelle
Forze armate italiane durante la guerra 1940-1945 e che siano invalidi; a coloro che hanno fatto parte delle formazioni
armate partigiane o gappiste, regolarmente inquadrate nelle formazioni dipendenti dal Corpo volontari della liberta` , oppure delle formazioni che facevano riferimento alla Repubblica sociale italiana..."

Il testo integrale del disegno di legge è consultabile cliccando sul link http://www.anpi.it/revis/ddl_1360.pdf

cerchiamo di fermare questa deriva neofascista che stiamo subendo da troppo tempo, la storia non si cancella, la memoria non si epura!

NO ALLA 1360!

giovedì, 01 gennaio 2009

aguri di buon anno a tutti gli antifascisti.

nella speranza che il 2009 sia più pulito del 2008 di merde fasciste.

prosit!

postato da: pjama alle ore 18:08 | Permalink | commenti (4)
categoria:auguri, antifascismo, fascismo
venerdì, 19 dicembre 2008

appellandomi alla costiuzione e al reato di apologia di fascismo chiedo a tutti compagni, ma anche a tutte le persone democratiche ed antifasciste, di ogni appartenenza politica di bombardare i gestori del sito di mail di protesta segnalando tutti i blog con chiare idee di stampo mussoliniano chiedendone la chiusura immediata.

diciamo basta al fascismo!

lunedì, 08 dicembre 2008

le scuole private sono state rassicurate, dopo un'intervento dl vaticano in 5 minuti d'orologio tutto il governo si è affannato a promettere(e poi a dare) 150 milioni di euro di finanziamento alle scuole cattoliche, quelle private...

dopo gli aiuti di formigoni alle scuole di CL in lombardia ecco a voi servita la prossima mossa, soldi pubblici(come sempre, ma ora smepre di più) ai preti e alle scuole pubbliche(o dei poveri) calci nei denti.

il pericolo è che a furia di prender calci sui denti poi ci si incazzi davvero...

domenica, 23 novembre 2008
a poco tempo dalla morte di Biagi è scomparsa un'altra colonna portante del giornalismo italiano.
postato da: pjama alle ore 11:12 | Permalink | commenti (7)
categoria:addio, curzi
lunedì, 17 novembre 2008

L’Università italiana con la famigerata legge 133 del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, subirebbe un colpo mortale. Almeno 3 sono i punti chiave che la stragrande maggioranza degli studenti sta contestando: il primo riguarda il blocco del turn-over al 20%, in pratica non licenzieranno nessuno, semplicemente assumeranno un giovane professore ogni 5 che vanno in pensione, il risultato è presto detto: falciare tutta una generazione di giovani ricercatori che saranno costretti a rifugiarsi all’estero per lavorare; il secondo punto non è certamente meno grave del primo in quanto l’articolo 16 comma 1 prevede la possibilità di trasformare le Università in fondazioni  private, punto su cui la legge non specifica nient’altro… perché allora non svendere La Sapienza a Callisto Tanzi? Inoltre, considerato il fatto che siamo tra le nazioni europee che investono la quota più bassa del PIL per la scuola, l’articolo 66 comma 13 prevede tagli annuali e progressivi ai finanziamenti agli Atenei: 63.5 milioni di euro per il 2009; 190 per il 2010; 316 per il 2011; 417 per il 2012; 455 per il 2013 per un totale di 1 miliardo e 441,5 milioni di euro in 5 anni, ciò porterà alla chiusura di molte Università o alla loro trasformazione in fondazioni private. Nella seconda delle due ipotesi chiuderanno molte facoltà umanistiche, poiché all’imprenditore non interessa quel tipo di ricerca non essendo economicamente remunerativa. Ovviamente non possiamo dimenticarci di ricordare che di fronte alla mancanza di fondi una delle prime mosse degli Atenei sarà l’aumento delle tasse universitarie, precludendo a molti studenti(forse sarebbe più giusto chiamarli clienti a questo punto) la possibilità di proseguire gli studi. È per tutti questi motivi che la scuola si è mossa, che è scesa in piazza e sta manifestando tutto il suo dissenso, il 30 ottobre a Milano gli studenti erano oltre 200'000, un milione a Roma, una contestazione pacifica, decisa ed informata, molto più consapevole di quello che i media vorrebbero far credere agli italiani per screditare il movimento studentesco, che sta continuando ad alternare manifestazioni e momenti di cultura, perché nonostante l’attenzione delle televisioni sia calata negli ultimi giorni lo stesso non si può dire per l’impegno e la voglia di lottare degli studenti, che non accetteranno di pagare il conto di altri e di giocarsi contemporaneamente il proprio futuro.

In questi giorni mi è inoltre capitato tra le mani un vecchio discorso sulla scuola di Piero Calamandrei del 1950 di un’attualità impressionante, di cui riporto alcune parti:’’ Facciamo l’ipotesi che ci sia un partito al potere che vuole formalmente rispettare la Costituzione, non vuole fare la marcia su Roma, ma vuole istituire una larvata dittatura. Cosa fare per impadronirsi delle scuole pubbliche e per trasformarle in scuole di partito? Ci si accorge che le scuole di stato hanno il difetto dell’imparzialità. Il partito dominante allora comincia a trascurare le scuole pubbliche e a favorire le scuole private, le scuole del suo partito, che diventano così scuole privilegiate. Il partito dominante non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le prime,per dare prevalenza alle seconde. L’operazione si fa in tre modi: rovinare la scuola di stato, attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private e dare a queste scuole il denaro pubblico.’’

ah un ultimo appunto...

se è vero che ci sono 80 miliardi di euro da dare alle famiglie, perchè tagliare un misero miliardino all'università?

mi dispiaccio di non avere più postato nulla da tempo, ma sono stato abbastanza impegnato:)

venerdì, 10 ottobre 2008

dopo il fatto di abba, in questi giorni si sono susseguiti altri fatti molto gravi, un manifestazione nei pressi di napoli contro gli immigrati, ''i negri''; a milano un uomo di colore è stato arrestato davanti al figlio e alla scuola da 5 agenti, tipo fim americano, il perchè non si sa, forse la cintura del figlio non allacciata, forse una sosta vietata; a parma ancora un'altra aggressione di poliziotti contro un ragazzo di colore, che, visto che era di colore doveva essere un pusher per forza visto che loro quella sera facevano una retata, e tutti sappiamo cosa c'era scritto sulla busta che gli hanno dato quando è tornato a casa...

a roma invece solo una tipica dimostrazione di violenza fascista in 5 o 6 hanno pestato un cinese.

casualità? fatalità? disgrazia? no, solo l'odio profuso dalla propaganda leghista e dalla paura alimentata dalla destra in generale.

lunedì, 06 ottobre 2008

Referendum contro il Lodo Alfano


Non lasciarti sfuggire di mano la tua libertà. Firma in una delle piazze per il referendum contro il Lodo Alfano.


L'11 ottobre inizierà la raccolta delle firme per il referendum abrogativo del lodo Alfano.
Approvato il 23 luglio, il lodo Alfano prevede la sospensione dei processi penali, anche quelli in corso, nei confronti delle 4 cariche più alte dello Stato. Gli intoccabili dunque.
Ma gli italiani (o almeno buona parte) non sono fessi. Ormai hanno capito che questa legge è servita per salvare Berlusconi dal processo Mills, che lo vede imputato per corruzione in atti giudiziari. Gi italiani hanno capito che ha usato il Parlamento per pensare solo ai fatti suoi. E soprattutto gli italiani hanno capito che una legge che rende immuni dalla legge solo 4 persone è antidemocratico.



Questo il quesito proposto:

"Volete voi che sia abrogata la legge 23 luglio 2008, n. 124, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 2008, recante Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato?".


DIFFONDI SUL TUO SITO


Firma e ferma il Lodo Alfano - Contro i privilegi della Casta e per una legge uguale per tutti
mercoledì, 01 ottobre 2008

l'11 ottobre potrebbe sembrare una data come molte altre, in realtà è una data molto importante, vitale per la Sinistra Italiana.

qui vi posto l'appello degli organizzatori, con la speranza che molti di noi saranno in piazza.

 

Un’altra Italia Un’altra Politica

 

Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un’Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l’emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali enei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.

Questa è la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria è solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l’hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente,
ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave è la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un’altra idea
di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. E’ una risposta che non può tardare ed è l’unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e
politica.Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un’opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi :

1. riprendere un’azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso. La scommessa è ridare prospettiva a un ruolo dell’Europa quale principale
protagonista di una politica che metta la parola fine all’unilateralismo dell’amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all’occupazione in Iraq e
Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin;
2. imporre su larga scala un’azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo
economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli “omicidi bianchi” è necessario intensificare i controlli e imporre l’applicazione delle sanzioni
alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro:

lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;
3. respingere l’attacco alla scuola pubblica, all’Università alla ricerca e alla cultura, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E’ una vera e propria demolizione attuata attraverso un’azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti,
l’introduzione di processi di privatizzazione, e un’offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L’obiettivo della destra al governo è colpire al cuore le
istituzioni del welfare che garantiscono l’esercizio dei diritti di cittadinanza. L’affondo è costituito da un’ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà;
4. rispondere con forza all’attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell’autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;

5.sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere piena cittadinanza alle richieste dei movimenti Gay Lesbici Trans Queer per la pari dignità e l’uguaglianza dei diritti, e a quelle relative alla scelta del proprio destino biologico;

6. sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni., prima fra tutti l’acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo è un’idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un’idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell’esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell’uso delle risorse e l’uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E’ fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico.

7. contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l’immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.
Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un’opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in
affanno. L’attuale minoranza parlamentare non è certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com’è da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all’attacco a cui è sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali).
Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell’offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un’opposizione politica e sociale che abbia l’ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per “fare insieme”, al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.
Al tal fine proponiamo la convocazione per il 11 ottobre di un’iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un’iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento è contribuire all’avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.