venerdì, 20 febbraio 2009

se ne va!

finalmente dopo quasi un anno e mezzo di disastri se ne va! in 16 mesi è riuscito a portare la sinistra fuori dal parlamento, un partito populista come l'idv al 9%, ha portato marrgherita e ds a prendere uniti la metà di quello che prendevano da separati, non ha fatto opposizione MAI, si è schierato più volte con la binetti e con tutti quei teodem che vorrebbero far seguire i dettami della bibbia agli italiani come hanno fatto gli ayatollah in iran. ora arriva franceschini, altri mesi di manna per berlusconi, poi forse bersani. sicuramente migliore di weltroni, ma ormai sarà tardi, la sinistra non c'è più, esistono solo una bella destra con discrete venature fasciste, un centro composito e i grillini. italia mia sveglia!

mercoledì, 01 ottobre 2008

l'11 ottobre potrebbe sembrare una data come molte altre, in realtà è una data molto importante, vitale per la Sinistra Italiana.

qui vi posto l'appello degli organizzatori, con la speranza che molti di noi saranno in piazza.

 

Un’altra Italia Un’altra Politica

 

Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un’Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l’emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali enei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.

Questa è la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria è solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l’hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente,
ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave è la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un’altra idea
di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. E’ una risposta che non può tardare ed è l’unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e
politica.Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un’opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi :

1. riprendere un’azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso. La scommessa è ridare prospettiva a un ruolo dell’Europa quale principale
protagonista di una politica che metta la parola fine all’unilateralismo dell’amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all’occupazione in Iraq e
Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin;
2. imporre su larga scala un’azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo
economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli “omicidi bianchi” è necessario intensificare i controlli e imporre l’applicazione delle sanzioni
alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro:

lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;
3. respingere l’attacco alla scuola pubblica, all’Università alla ricerca e alla cultura, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E’ una vera e propria demolizione attuata attraverso un’azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti,
l’introduzione di processi di privatizzazione, e un’offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L’obiettivo della destra al governo è colpire al cuore le
istituzioni del welfare che garantiscono l’esercizio dei diritti di cittadinanza. L’affondo è costituito da un’ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà;
4. rispondere con forza all’attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell’autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;

5.sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere piena cittadinanza alle richieste dei movimenti Gay Lesbici Trans Queer per la pari dignità e l’uguaglianza dei diritti, e a quelle relative alla scelta del proprio destino biologico;

6. sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni., prima fra tutti l’acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo è un’idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un’idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell’esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell’uso delle risorse e l’uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E’ fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico.

7. contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l’immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.
Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un’opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in
affanno. L’attuale minoranza parlamentare non è certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com’è da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all’attacco a cui è sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali).
Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell’offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un’opposizione politica e sociale che abbia l’ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per “fare insieme”, al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.
Al tal fine proponiamo la convocazione per il 11 ottobre di un’iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un’iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento è contribuire all’avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.

sabato, 16 agosto 2008

Guarda l'intervento finale di Ferrero

ecco il link con l'intervento finale del neo-segretario.

martedì, 22 luglio 2008
I dati ufficiosi dicono questo: nei 2080 circoli (su 2080 totali, il 100% dei circoli del Prc così censiti alla conferenza organizzativa di Carrara) in cui si è votato, abbiamo registrato un totale di 43.546 voti validi. La mozione 1 raccoglie il 40,3% dei consensi (17.556 voti assoluti), la mozione 2 il 47.3% (20.579 voti assoluti), la mozione n. 3 il 7,7% (3.349), la mozione n. 4 il 3,2% (1384 voti), la mozione n. 5 l’1,5% (668 voti assoluti). Va rilevato che la mozione n. 1 è prevalente al Nord (50,8% contro il 28,6% della mozione 2) e al Centro (44,8% contro il 42,8%) mentre perde il confronto in modo secco solo al Sud (62,4% della mozione n. 2 contro il 29,7% della mozione n. 1) e, di molto poco, nelle Isole (50,6% alla mozione 2 contro il 41,3% alla mozione 1). Infine, nelle circoscrizioni Estere - sulle quali i compagni della mozione n. 2 hanno fatto una troppo facile e molto poco rispettosa ironia, sul “peso” del voto dei compagni residenti all’Estero (10 i circoli) - la mozione 1 raccoglie il 42,6% dei voti, la mozione n. 2 il 10,6% e la mozione n. 3 il 41,5%.
Altro dato importante da far notare è che la mozione n. 1 vince il confronto in 12 regioni italiane su 22 (Abruzzo, Sicilia, Piemonte, Liguria, Lombasrdia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Trentino Alto-Adige, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria) contro le 8 regioni in cui prevale la mozione n. 2 (Lazio, Sardegna, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Molise, Vallle d’Aosta), ma soprattutto che prevale in ben 953 circoli contro gli 803 della mozione 2, mentre in 160 circoli prevale la mozione n. 3 (Pegolo), in 41 la mozione n. 4 (Bellotti), in 29 circoli la mozione n. 5 (De Cesaris), e 95 sono i “pareggi”.
Per quanto riguarda, infine, il numero delle federazioni del Prc, la mozione n. 1 prevale in 69, la mozione n. 2 in 42, la mozione n. 3 in 2, la n. 4 in una. Dal punto di vista numerico, dunque, la mozione n. 1 è quella prevalente e meglio distribuita, in senso politico come geografico, nel tessuto del partito, e la mozione n. 2 “vince” il congresso, in quanto è maggioranza relativa, solo grazie agli oltre 10 mila voti raccolti al Sud e concentrati nella loro stragrande maggioranza in sole tre regioni: Campania, Calabria e Puglia.
Questi i dati e le cifre, nude e crude, di un primo bilancio della stagione congressuale del Prc, anche se è da rilevare che i lavori della commissione congressuale nazionale non sono ancora terminati, dati ufficiali non sono stati ancora diffusi e che, soprattutto, le regole che la commissione si e’ data sono a garanzia di tutto il partito, è dunque davvero irresponsabile continuare a metterle in discussione, a pochi giorni dal congresso stesso.
La mozione 2 puo’ rivendicare tutti i tipi di maggioranza - in ogni caso “relativa” e dunque ben lontana dall’unica maggioranza vera e indiscutibile, quella “assoluta” - che vuole, ma resta il punto: nessuno ha vinto il congresso e una ricomposizione unitaria non puo’ che partire da questo dato. E cioe’ dal fatto che nessuna delle mozioni congressuali ha i numeri per far valere, da sola, il proprio progetto politico. L’ipotesi di costituente della sinistra, però, e’ stata sonoramente bocciata, dai compagni e dalle compagne iscritte al Prc, visto che non ha raggiunto - come pure era stato piu’ volte annunciato dai suoi sostenitori - la maggioranza assoluta dei consensi e che tutte le altre mozioni esplicitamente contengono, nei loro documenti congressuali, il rifiuto di tale prospettiva.

A Chianciano, il partito discuterà, dirà la sua liberamente, e troverà le sue conclusioni. A Chianciano, appunto, non prima. Di certo non attraverso le “veline” passate ai giornali.

tratto da http://www.rifondazioneinmovimento.org/

domenica, 13 luglio 2008

ecco alcuni link dove trovare i risultati del congressi di circolo:

http://www.sinistrarcobaleno.it/forum/viewtopic.php?p=11522

http://www.marxismo.net/prc/7CongressoPrc/dati/risultati_settimocong.htm

http://www.rifondazioneinmovimento.org/congresso.htm

sabato, 05 luglio 2008

ringrazio tutti i compagni del mio circolo che mi hanno eletto membro del direttivo.

inoltre ringrazio tutti i compagni che come me hanno votato la mozione 1, che nella mia sezione ha spopolato con oltre il 90% dei voti.

postato da: pjama alle ore 20:04 | Permalink | commenti (8)
categoria:italia, comunismo, rifondazione, operai, elezioni 2008, vii congresso
venerdì, 20 giugno 2008

- Mozione 1 (www.rifondazioneinmovimento.org)
- Mozione 2 (www.manifestoperlarifondazione.net)
- Mozione 3 (www.lernesto.it)
- Mozione 4 (www.marxismo.net)
- Mozione 5 (www.disarmareinnovarerifondazione.org)

- Regolamento Congresso

purtroppo il tempo mi impedisce di approfondire ma queste sono le 5 mozioni di rifondazione, i siti ad esse collegati e il regolamento congressuale.

informatevi nei vostri circoli per quando si svolgeranno le elezioni-di qui a poco comunque,in molte zone si è già votato-.

nella speranza che che questo congresso porta riportare la sinistra ad essere unita.tutta.

giovedì, 17 aprile 2008

zero seggi.

i motivi che mi ronzavano in testa, sono quelli che sono venuti in mente un po' a tutti:

1)il 3%in meno di persone che sono andate a votare erano in buona parte di sinistra, dovuto allo scontento per il governo prodi;

2)il voto utile, quanti compagni ho sentito dire che avrebbero votato il pd perchè non volevano berlusconi al potere, così nemmeno gli appelli al voto disgiunto hanno avuto effetto, visto che le percentuali erano praticamente uguali(3,1 camera e 3,2 al senato)

3)la creazione di tutti i partitini comunisti, che hanno tolto più di un punto alla sinistra arcobaleno.

 

poi in questi ultimi giorni sembra che ci sia una stretta connessione tra l'affondamento della sinistra e il risultato molto positivo della lega.

questo sarebbe proprio un problema per il paese,non per la sinistra in sè, perchè quando le persone mettono al primo posto la '' cacciata dello straniero cattivo'' rispetto al contratto di lavoro, quando il razzismo prevale sul miglioramento delle condizioni di lavoro, vuol dire che è saltato qualcosa nella cultura di un popolo.

quindi faccio un appello a tutti, quando vedremo alle prossime manifestazioni di CGIL, RIFONDAZIONE, PACIFISTE ecc, compagni che a queste elezioni hanno votato lega, cacciamole.

poi si pone un'altro problema, quello dei finanziamenti.

conosco la situazione di rifondazione quindi parlerò di questa, ma credo che il ragionamento si possa allargare a tuti gli appartenenti alla sinistra arcobaleno:

gli eletti donavano al partito metà dello stipendio che acquisivano in parlamento, ora senza questi soldi potrebbero chiudere sedi di partito, quindi unaltro appello che si può e si deve fare è TESSERATEVI!

perchè se saremo noi a dare una spinta innovatrice alla sinistra la cambieremo, dobbiamo muoverci e agire per ricostruirCi un partito di sinistra.

e' arrivata l'ora di agire, un piccolo sforzo, per un grande partito!

mercoledì, 16 aprile 2008

si è perso, nella maniera peggiore di tutte, una sconfitta che però non può e non deve farci annegare nel mare magnum di tutti i partitini inutili che affollano la scheda elettorale.

abbiamo sedi, che magari oggi rischiano anche la chiusura visto il mancato rimborso elettorale, dalle quali bisogna fare partire una nuova politica, una politica di sinistra, unitaria, nel senso vero del terine però, abbandoniamo la sinistra arcobaleno, e costruiamo un partito di sinistra, che in un momento torbido e pesante è quello che serve ai giovani e ai lavoratori del paese.

la sinistra in italia non può e non deve scomparire, pena perdere gran parte dei diritti acquisiti con grandi sforzi dalle lotte operaie di tanti anni fa.

il pci aveva il 30%, non credo che queste persone siano oggi centriste, non credo che fossero tutti personaggi come bondi e ferrara pronti, quando cambia il vento a cambiare bandiera.

dobbiamo ritrovare la forza della sinistra, che sta nella piazza, nei movimenti, nelle lotte sindacali, ai cancelli delle fabbriche.

se vogliamo avere un futuro, dobbiamo tornare ad essere veramente di Sinistra.

domenica, 06 aprile 2008

IL 13-14 APRILE VOTA

LA SINISTRA

sinistra arcobaleno

L'ARCOBALENO!!